Italyan gazeteci, roman, oyku ve oyun yazari Curzio Malaparte’nin olum yildonumu (19 Temmuz 1957)
“Yururken bir yandan dusunuyordum: Acaba Fransizcaya nasil cevrilir, ‘you bastard ,you son of a bitch, you dirty ıtallian officer.’
Acaba Rusca'ya, Sirpca'ya, Lehce'ye, Danca'ya, Hollandaca'ya, Norvecce'ye, Arapca’ya nasil cevrilir? Ya Hintce’ye, Bantuca’ya, Madakaskarca’ya? Acaba Almanca’ya nasil cevrilir? Dusunurken gulme tutuyordu. Galiplerin o dili kuskusuz Almanca’ya da pek pek guzel cevrilirdi. Almanca’ya bile; cunku Almanca da Italyanca’yla kiyaslandiginda, galip bir halkin dili sayilirdi . Yeryuzundeki tum dillerin Bantuca ve Cincenin bile Almancanin bile ‘galip halkların’ dilleri oldugunu dusunerek guluyordum. Ve yanlizca biz, yanlizca biz Italyanlar Napoli’de Chiaia Caddesinde ve tum Italyan kentlerinin tum caddelerinde ,’galip bir halka ait olmayan’ bir dili konusuyorduk. Ve ben, bir zavalli ‘itallian bastard’ bir zavalli ‘son of a bitch’olmaktan gurur duyuyordum.”
"E io pensavo camminando: 'chi sa come si traduce in francese "you bastard, you son of a bitch, you dirty italian officer?"
E come si traduce in russo, in serbo, in polacco, in danese, in olandese, in norvegese, in arabo? Chi sa, pensavo, come si traduce in brasiliano? e in cinese? e in indiano, in bantù, in malgascio? chi sa come si traduce in tedesco?'. E ridevo pensando che quel linguaggio di vincitori si traduceva certamente benissimo anche in tedesco, perfino in tedesco, perché anche la lingua tedesca, nei confronti dell'italiana, era la lingua di un popolo vincitore. Ridevo pensando che tutte le lingue della terra, perfino il bantù e il cinese, perfino il tedesco, erano lingue di popoli vincitori, e che noi soltanto, noi italiani soltanto, in Via Chiaia a Napoli, e in tutte le vie di tutte le città d'Italia, parlavamo una lingua che non era quella di un popolo vincitore. E mi sentivo orgoglioso di essere un povero itolion bastarci, un povero som of a bitch.”
"******luk etmek simdilerde Italya’da pek revacta. Herkes ******luk ediyor, Papa da, Kral da, Mussolini de, sevgili prenslerimiz de, kardinaller de, generaller de, hepsinin yaptigi ******luk iste. Italya’da hep oyle olmustu, hep oyle olacak. Ben de ******luk ettim, hem de yillar yili, bütün digerleri gibi. Derken o hayattan igrendim, isyan bayragini actim, solugu hapiste aldim. Ama solugu hapiste almak da ******luk etmenin bir bicimi. Kahramanlik taslamak da, ozgurluk icin savasim vermek de ******luk etmenin bir bicimi Italya’da. Kurtulus yok." Curzio Malaparte, Kaputt
"È di gran moda oggi far la puttana in Italia. Tutti fanno la puttana. Il Papa, il Re, Mussolini, i nostri amati Principi, i cardinali, i generali, tutti fanno la puttana in Italia. È sempre stato così, sarà sempre così. Ho fatto anch’ io la puttana per molti anni, come tutti gli altri. Poi quella vita m’è venuta a schifo mi son ribellato, son finito in galera. Ma anche finire in galera è un modo di far la puttana. Anche far l’eroe, anche pugnare per la libertà è un modo di far la puttana, in Italia. Anche dire che questo è una menzogna, un insulto per tutti coloro che sono morti per la libertà è un modo di far la puttana. Non c’è scampo."



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