"Kollarin her zamanki gibi cok guclu, efendim.’ Kampaspe'nin kulagina bu sozleri fisildayisindaki eda uc gun once olmus bir insanin bile kosnullugunu uyandirirdi.
"Belki unutmus olabilirsin, ama kollarim kadar guclu baska seylerim de var," dedi Iskender gene fisildayarak.
Apelles utancla oksurerek: "Efendim bu tablo yuzyillar boyunca yasayacak bir yapit olmali. Hatta bu tablolar demeliyim, cunku iki resmini yapmak istiyorum."
"Iki mi?" diye sordu Iskender.
"Sen kabul edersen elbette."
"Soyle bakalim."
"Ilk resim Zeus gibi simsek firlatmak uzereymissin gibi ayakta dururken cizilecek. Argos hanedaninin simgelerinden biri olan kartal bulunacak."
“Le tue braccia sono sempre fortissime, sire» gli sussurrò lei all'orecchio con un tono di voce che avrebbe risvegliato la libidine in un vecchio morto da tre giorni.
‘E ho altre cose non meno forti, nel caso te ne fossi dimenticata’ le mormorò lui di rimando.
Apelle tossicchiò il suo lieve imbarazzo e affermò. ‘Sire, questo quadro dovrà essere un capolavoro degno di durare nei secoli. Anzi, questi quadri, perché ne vorrei dipingere due.’
‘Due’ chiese Alessandro.
‘Se tu sei d’accordo, naturalmente.’
‘Sentiamo.’
‘Il primo dovrebbe ritrarti in piedi, in atto di scagliare un fulmine come Zeus. E avresti accanto un'aquila, che è anche uno dei simboli della dinastia argeade.”

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