“Ben Sevilen’im ve Sethe bana ait; o benim. Comelmeden once, orada cicekleri, sari cicekleri toplayan, Sethe idi. Onlari yesil yapraklarindan kopardi. Simdi uyudugumuz yerde, yorganin uzerindeler. Tam bana gulumsemek uzereydi ki, derisiz adamlar geldi, bizi olulerle birlikte gunes isigina cikardilar, sonra da oluleri denize ittiler. Sethe suya girdi. Suyun icine. Onu itmediler. Kendisi girdi. Bana gulumsemeye hazirlaniyordu; olulerin denize itildigini gorunce kendisi suya girdi ve beni orada onsuz, yuzsuz birakti. Buldugum, sonra da koprunun altindaki o suda yitirdigim yuz Sethe’dir. Suya girince, yuzunun bana yaklastigini gordum; ayni zamanda benim de yuzumdu. Ona katilmak istedim. Onunla birlesmek. Simdi onu buldum bu evde. Bana gulumsuyor; bana gulumseyen bu yuz, benim yuzum. Onu bir daha asla yitirmeyecegim. O benim.” Toni Morrison, Sevilen
"Io sono Beloved e lei è mia. Sethe. È lei che raccoglieva i fiori, i fiori gialli davanti al posto in cui ci si rannicchiava. Li ha separati dalle foglie. Adesso sono sulla trapunta dove dormiamo. Stava per sorridermi, quando a un tratto sono arrivati gli uomini senza pelle e ci hanno portato su alla luce del sole con i morti e li hanno spinti in mare. Sethe è entrata nel mare. Ci entrata è da sola. Non l'hanno spinta. Ci entrata da sola. Si stava preparando a sorridermi, ma quando ha visto che spingevano i morti in mare ci è entrata anche lei e m'ha lasciato lì, senza la mia faccia né la sua. Sethe è la faccia che ho trovato e ho perduto nell'**ua sotto il ponte. Quando ci sono entrata, ho visto la sua faccia venirmi incontro, ed era anche la mia faccia. Volevo unirmi a lei. Adesso l'ho trovata in questa casa. Lei mi sorride ed è la mia stessa faccia che sorride. Non la perderò di nuovo. Lei è mia."

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