Yaz ortasindaydi
Ve geceyarisi
ve yildizlar yorungelerinde
Olgun olgun pirildarken
Daha parlak isiginda
Kendisi goklerde
Kole gezegenlerin arasinda
Isigi dalgalarda olan soguk ayin
Soguk tebessumune dikmistim gozlerimi
Fazlasiyla-fazlasiyla soguktu benim icin
Derken kacak bir bulut
Gecti ortu niyetine
Ve ben sana dondum
Yukseklerdeki ihtisamina
Magrur aksam yildızi
Senin isigin daha degerlidir benim icin
Cunku yuregime mutluluk verir
Goklerdeki gururun geceleri
Ve daha cok begenirim
O alcaktaki daha soguk isiktan
Senin uzaklardaki atesini.
L'estate era al suo meriggio,
e la notte al suo colmo;
e ogni stella, nella sua propria orbita,
brillava pallida, pur nella luce
della luna, che più lucente e più fredda,
dominava tra gli schiavi pianeti,
nei cieli signora assoluta -
e, col suo raggio, sulle onde.
Per un poco io fissai
il suo freddo sorriso;
oh, troppo freddo - troppo freddo per me!
Passò, come un sudario,
una nuvola lanugiosa,
e io allora mi volsi a te
orgogliosa stella della sera,
alla tua remota fiamma,
più caro avendo il tuo raggio;
giacchè più mi allieta
l'orgogliosa parte
che in cielo svolgi a notte,
e di più io ammiro
il tuo fuoco distante
che non quella fredda, consueta luce.
Edgar Allan Poe


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