Usluluk, usluluk, usluluk, ah, ne guzeldir!
Birak biraz dinlensin bu alevli arzular.
En doyumsuz aninda bile sevdanin, ey yar
Kadin bizi ablaca terkedebilmelidir.
Opsun yorgun tenimi uykulu oksayislar,
Sicak solugun, salinan bakisin bence bir
Git, uzun bir opcugun tadinda degildir
Inatci titreyisler, cilgin kucaklayislar!
Ama sen haylaz cocugum, diyorsun ki bana:
'Yureginde tutkunun borulari calmada! '
Aldirma sen borular bildigi gibi calsin!
Alnini alnima koy, ellerini elime
Yarin bozsan bile gel and icelim seninle,
Ve aglayalim sabaha dek, ey kucuk capkin!
Un poco di dolcezza, dolcezza, sì, dolcezza!
Calma un momento, cara, questi slanci febbrili.
Talvolta, sai, l’amante, nel pieno del piacere,
deve aver l’abbandono quieto di una sorella.
Sii languida, accarezzami fino a farmi assopire,
sono uguali i sospiri e gli sguardi cullanti.
Eh sì, la gelosia e l’ossessivo spasimo
non valgono un bel bacio, anche se menzognero.
Ma tu mi dici, amore, che nel tuo cuore d’oro
la passione selvaggia suona il corno da caccia…
E lasciala suonare, la povera accattona!
Appoggia la tua fronte sulla mia fronte e dammi
la mano, e giura cose che presto scorderai.
Piangiamo fino all’alba, mia piccola focosa!
Paul Verlaine


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