Slovakya dogumlu Macar yazar Sándor Márai’nin dogum yildonumu (11 Nisan 1900)
“Okulda da,evde de ‘yoksullugun ayip olmadigi’ ve yoksullarla da ayni topluluga aitmis gibi kibarca konusmanin uygun dusecegi ogretilirdi, hatta onlari teselli etmek de gerekirdi; cunku ‘onlarin kabahati degildi yoksul olmak’. ‘Bu toplumsal anlayis’ cocuklugum boyunca her yoksulu sakat sanmama yol acti.” Bir Burjuvanin Itiraflari
“Quel che in definitiva mi venne inculcato, a scuola come a casa, era che «la povertà non è una vergogna», che ai poveri era giusto rivolgersi con la stessa cortesia dovuta alle persone del nostro ambiente, e che anzi era giusto consolarli, perché «non è colpa loro». In virtù di questa concezione assistenziale, da bambino pensavo che i poveri fossero tutti invalidi.”
“Onun yanindayken, gercek kibarligin, insanlarin bir arada yasamalari kosullarinin, evde ve okulda ogretilenden farkli ve karmasik oldugunu anladim. Cocuklugumda edindigim ‘disiplin’ ilkeldi, aktris guzel ve hafif elleriyle bu ilkel disiplinin katiligini yumusatmaya calisiyordu. Gercek inceligin istemedigimiz bir randevuya zamaninda gitmek olmadigini, tatsiz bir bulusma olasiliginin filizlenmesine izin vermemenin daha incelikli bir davranis oldugunu ondan ogrendim. Acimasiz olmadan ozgur olamayacagimizi ve cevremizdekilere hep yuk olacagimizi ondan ogrendim. Insanin sert olabilecegini ama asla kaba olmamasi gerektigini, bazi hallerde birinin suratina bir tokat atabilecegini ama asla canini sikmamak gerektigini ve bizden cok daha azi beklenirken, sevgi numarasi yapmanin da nezaketsizlik oldugunu ondan ogrendim…” Bir Burjuvanin Itiraflari
“In sua compagnia compresi che la cortesia autentica, l'unica forma possibile di umana convivenza, era qualcosa di diverso e di ben più complesso rispetto a quello che ci era stato inculcato a casa e in collegio. La rozza ‘disciplina’ a cui sin da bambino ero stato abituato era una primitiva forma di coercizione che l'attrice cercava di stemperare con il tocco leggero delle sue belle mani. Mi insegnò che la vera cortesia non consiste nell'arrivare puntuali a un appuntamento che avremmo preferito evitare: è più cortese soffocare senza pietà sul nascere qualsiasi possibilità che venga fissato un incontro a noi sgradito. Mi insegnò che una certa dose di crudeltà è indispensabile per essere veramente liberi e per non pesare eternamente sul prossimo. E poi mi insegnò che ci si può anche mostrare bruschi, ma mai scortesi; si può dare uno schiaffo a qualcuno, ma è proibito annoiarlo; ed è scortese fingere affetto per una persona che da noi non si aspetta nulla di cosi impegnativo…”




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